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The Mission. Dei copti e della loro naturale tendenza verso l'eresia (parte 2 di 6)

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Primo secolo dopo Cristo, letteralmente. È passato infatti quasi un secolo dalla crocifissione e la Missione deve ancora carburare. Anche se gli apostoli sono morti e le loro reliquie sono gelosamente custodite da uno sparutissimo numero di fedeli, e anche se i primi vescovi stanno viaggiando fino ai confini del mondo conosciuto, come gli Urali, di fatto non c'è nessuna comunità stabile di cristiani al mondo, tranne forse quella di Gerusalemme che però, ai fini del gioco, non conta. L'unica che c'era era a Roma, ma i locali, nei fatti, sono tornati alle usanze ebraiche, rifacendosi alla Torah e ai suoi insegnamenti demodè. Quelli là oggi li chiamiamo ebioniti, e sono i primi eretici del mondo cristiano. Ma non si molla: verrà il tempo dell'abiura. E quindi vediamo come gireranno ora le cose con la... Seconda era. Pax romana (91 DC - 300 DC) Come detto, le comunità cristiane in giro per la mappa sono ancora poche e sparute. Cionondimeno si decide di forzare la mano: nel...

The Mission. Dei copti e della loro naturale tendenza verso l'eresia (parte 1 di 6)

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Cristiano: Alex Isabelle (un incipit che già fa sorridere) Prologo. La crocifissione Viaggiamo indietro di duemila anni, raggiungendo uno di quei rari momenti nei quali la storia e la leggenda si fondono facendosi mito. Siamo a Gerusalemme. L'anno è il 31. O il 30. O il 33. Gli studiosi non concordano, ma nel 31 si sa che c'è stato un terremoto che sembra avere avuto effetti ascrivibili ad alcune cose descritte dal Vangelo di Matteo. Da scienziato scelgo di seguire le indicazioni dei geologi e quindi, per me, siamo nel 31. Si consuma la crocifissione di Cristo, atto che deve sembrare risolutivo a chi si occupa di mettere a morte il malcapitato, vale a dire le forze di occupazione romane. Queste si ritrovano fondamentalmente le mani legate: le parole del nuovo messia stanno generando un caos ingovernabile e bisogna chiudere la faccenda in modo netto. Si ottiene l'effetto contrario a quello sperato: di fronte al supplizio sul Calvario il culto costruito attorno a Cristo ne es...

Brotherhood & Unity. La sacca di Sarajevo

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Serba: Laura Beltrami Croato: Marcello Vezzosi Bosgnacco: Alex Isabelle Sono i primi anni '90 e la Bosnia-Erzegovina si ritrova a essere il triste teatro di crescenti tensioni etniche. Analogamente a molti territori dell'Europa centro-orientale, infatti, quest'area dei Balcani ospita una moltitudine di nazionalità che vedono sé stesse prima di tutto come serbe, croate e musulmane, e solo in secondo luogo come bosniache. La perfetta ricetta per un disastro, che si va preparando per tutto il Novecento: la regione, inizialmente una periferia dell'Impero Ottomano, viene inglobata dall'Impero Austro-Ungarico in seguito alla Guerra Russo-Turca. Poco tempo dopo è il tempo del Trattato del Trianon, che scorpora l'Impero in svariati staterelli, gettando le basi di un risentimento che accomunerà tutta l'area balcanica e che non si affievolirà con la nascita del Regno di Jugoslavia. Dopo una seconda guerra mondiale fortemente alimentata ANCHE da queste tensioni la ditt...

The Battles for Ypres. L'assedio di Geluvelt. Parte 1

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Imperi Centrali: Alex Isabelle Triplice Intesa: Laura Zambonini Beltrami 29 ottobre 1914, primo giorno È notte. La nebbia è così densa che le varie compagnie della 54ª divisione di riserve tedesche a cui è stato assegnato l'ingrato compito di conquistare Geluvelt, piccolo paesino fiammingo distante non molti chilometri dalla città di Ypres, si ritrovano ad avanzare per qualche ora in condizioni di sostanziale cecità. Consapevoli che dritto davanti a loro ci sono poche ma esperte truppe della spedizione britannica - una forza mista, composta da alcune compagnie delle Coldstream Guards, della Black Watch e dei Grenadier Guards - esse avanzano verso Ovest fianco a fianco, seguendo la strada che unisce la città di Menen, già sotto il controllo tedesco, ad Ypres. Geluvelt si trova appunto a metà strada lungo questa via. Il suo castellino troneggia su un incrocio strategicamente utile. Più a sud c'è un villaggio molto più piccolo, Zandvoorde; le direttive prevedono di conquistare anc...

Blackbeard. Mungo Herdman sfida la pirateria

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Charles Vane, Stede Bonnet, William Kidd, Henry Avery: Alex Isabelle Ravanau de Lusan, John Rackham, Howell Davis, Samuel Bellamy: Laura Beltrami Emmanuel Wynne, Edward England, George Lowther, John Quelch, Edward Teach: Luca Orlandini Francis Spriggs, Bartholomew Roberts, John Taylor, Thomas Tew: Andrea Benassi È Howell Davis a dare il calcio d'inizio all'età dell'oro della pirateria. Siamo nel tardo diciassettesimo secolo e ci troviamo in mari ancora segnati dalle lotte tra gli stati europei e le loro colonie, popolati da centinaia di cani sciolti pronti ad arricchirsi a qualsiasi costo. Mari solcati da navi mercantili cariche di spezie, schiavi ed altre amenità dell'epoca moderna. Davis, pirata gallese di grande abilità e carisma, si trova con il suo equipaggio di criminali al largo della costa dell'attuale Panama, alla ricerca di questo genere di navi. Dopo settimane di ricerche decide di attaccare un mercantile carico d'argento proveniente da Portobello e d...