Commands & Colors: Ancients. La vendetta di Akragas

Siracusani: Laura Beltrami
Cartaginesi: Alex Isabelle

A distanza di qualche settimana dalla prima battaglia di Akragas (ovvero il medesimo scenario) si ripropone la stessa partita a parti invertite, complice il fatto che la prima volta avevamo scazzato una regola fondamentale che aveva fortemente cambiato il gioco, introducendo una dinamica di "nebbia di guerra" tutto sommato funzionale ma non prevista dal gioco originale. Stavolta io sono al comando delle truppe cartaginesi, storicamente uscite peste da questo confronto, che vide le truppe scelte della Magna Grecia fare un mazzo tanto alle retrovie delle truppe cartaginesi intente ad assediare Akragas, l'odierna Agrigento.

Lo scenario è un po' asimmetrico. I siracusani hanno un fronte piuttosto bilanciato con un centro molto solido, formato da truppe pesanti che, se gli viene data la possibilità di far danni, sono ben in grado di compiere un massacro. I cartaginesi invece hanno un fronte un po' più sgangherato, con un lato un po' più solido e una mobilità un po' superiore.

Entrambe le parti hanno condotto la battaglia come da protocollo: mentre i siracusani avanzavano al centro i cartaginesi hanno attaccato il loro lato più debole, ottenendo un primo vantaggio, rapidamente riassorbito dai siracusani che hanno ripiegato le truppe scelte in direzione di quel lato del campo di battaglia. Per prevenire i danni i cartaginesi hanno cominciato a fare pressioni nel lato opposto, obbligando il fronte centrale siracusano a spezzettarsi per contrastare questi attacchi. Questo ha tolto un po' di pressione dal fronte laterale, dove comunque la fanteria siracusana è riuscita a fare un discreto macello, ottenendo un sensibile vantaggio nello scontro e riuscendo quasi ad uccidere il leader cartaginese alla guida di quelle truppe, tale Asdrubale.

Asdrubale guida il lato destro dell'esercito cartaginese.

Al contempo, l'avanzata centrale dei siracusani si è scontrata contro una coraggiosa resistenza delle truppe ausiliarie cartaginesi, mercenari che hanno dimostrato di valere il soldo con cui erano stati pagati. Una delle unità di fanteria pesante siracusane è stata eliminata dopo una serie di ripetuti e ben calcolati attacchi; la seconda, sotto il comando del leader greco, ha desistito dal portare avanti ulteriori iniziative.

Questo ha portato ad un match point: una sola altra unità caduta in combattimento, un solo altro leader ucciso nella mischia, e tutti i commilitoni dei soldati caduti avrebbero battuto in ritirata. Tutto si sarebbe deciso in pochi, fatali, attimi finali.

Toccava ai cartaginesi attaccare. Tra tutte le opzioni più o meno spiacevoli, si è scelto di seguire quella che avrebbe consegnato ai posteri l'epopea più bella da rievocare, a prescindere dal risultato. Sopravvissuto per un pelo allo scontro con la fanteria pesante siracusana, unico del suo battaglione originale a non avere battuto in ritirata, Asdrubale ha deciso di tenere botta e chiamare a sè un'unità di fanteria media nei paraggi, alla guida dei quali ha immediatamente contrattaccato l'unità di fanteria pesante siracusana che l'aveva quasi mandato al creatore, e che già risultava pesta dagli scontri precedenti.

L'impatto è stato decisivo: battuti in numero e in tenacia, i soldati siracusani hanno mollato le armi e sono scappati da dove erano venuti.

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Il campo di battaglia a metà partita

Il fronte centrale

Il lato sinistro del campo di battaglia, un gioco di sguardi tra le cavallerie dei due eserciti


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