Commands & Colors: Ancients. L'ecatombe sul Crimisso

Siracusani: Alex Isabelle
Cartaginesi: Laura Beltrami

341 AC: i siracusani ancora si ritrovano a sgomitare con i cartaginesi per il controllo della Magna Grecia. Sono passati vari anni dalle vicende di Agrigento, che hanno infine visto prevalere le forze cartaginesi. Stavolta questi ultimi stanno procedendo in direzione di non so bene quale città della Sicilia, decisi a prenderne il controllo una volta per tutte. Avendo imparato a disdegnare i mercenari per la loro scarsa affidabilità morale essi hanno messo insieme un'intera unità d'elite denominata "battaglione sacro", un insieme di 2500 cittadini cartaginesi di alto lignaggio, addestrati come dio comanda, da cui il nome. Questo battaglione fa parte dell'armata che, guidata da tale Asdrubale (un altro ancora), si è appunto adoperata per unificare la Sicilia sotto il segno di Cartagine.

La Storia qui assume dei contorni interessanti. Arrivati nei pressi del fiume Crimisso, ad Asdrubale si spegne il cervello. Fa attraversare al suo esercito il fiume senza mandare nessuno in ricognizione. Se l'avesse fatto avrebbe scoperto che, abbarbicato sui colli poco distanti, c'era un esercito siracusano, guidato da Timoleonte, abile stratega qui impersonato dal sottoscritto. Forte di una discreta botta di culo (un temporale a cui ha fatto seguito una piena, che ha rallentato il superamento del fiume) questi lancia le sue truppe a piena carica contro le truppe cartaginesi ancora separate.

Ne nasce uno scontro violentissimo e per la verità piuttosto breve. Da un lato le truppe pesanti vengono mandate a pestare l'avanguardia cartaginese; quelle leggere vengono spedite a ostacolarne la coda, intenta a uscire dal fiume un passo alla volta. Un piano di per sè penso buono, nonchè storicamente accurato, che però è girato male.

La retroguardia cartaginese, formata da barbari
e unità leggere, assalta le rive del Crimisso.

Il battaglione sacro ha accusato un'enormità di perdite, senza tuttavia disperdersi del tutto. Le truppe che l'hanno attaccato ne hanno accusate di più. Un'intera truppa di fanteria pesante è stata demolita e il leader che la guidava, ovvero Timoleonte stesso, è dovuto scappare dietro ad un'altra unità; la cavalleria che doveva dar loro il colpo di grazia è stata respinta così brutalmente che i cavalli sono scappati via dal campo di battaglia, con annessi i loro cavalieri. Le truppe pesanti che dovevano abbattersi sull'avanguardia cartaginese a questo punto si sono inchiodate. A salvare il salvabile è intervenuta a questo punto un'unità mercenaria siracusana che, forte del suo vantaggio numerico, è riuscita ad eliminare l'unità d'elite cartaginese. Ma a che prezzo.

Nel frattempo, i guerrieri barbari assoldati dai cartaginesi per fungere da carne da cannone hanno dimostrato un'enorme tenacia riuscendo a sconfiggere la fanteria leggera siracusana sul limitare del fiume, nonostante un costante bombardamento di frecce, pietre e proiettili vari lanciati alla disperata, aprendo poi la strada alle altre truppe medie, che si sono precipitate fuori dal Crimisso in gran carriera. Nella baraonda che ne è seguita, i cartaginesi hanno asfaltato con facilità le basite truppe siracusane, che han dovuto battere immediatamente una vergognosa e definitiva ritirata.

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Il teatro dell'ecatombe visto dalla prospettiva cartaginese.

I punti vittoria cartaginesi. Sembrava una bella foto quando l'ho scattata.

L'unità di ausiliari mercenari che ha eliminato il battaglione sacro. Gli unici siracusani ad aver combinato qualcosa.


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