Blackbeard. La sifilide colpisce ancora

Edward Low, Edward Teach, Howell Davis, Walter Kennedy, Edward England: Alex Isabelle
Samuel Bellamy, François l'Olonese, Thomas Tew, Raveneau de Lussan, Bartholomew Roberts: Laura Beltrami

Siamo nella seconda metà del '600. Con la piena maturazione delle colonie fiorisce il mercato internazionale: i mari si popolano di navi mercantili, le quali battono le bandiere dei più importanti paesi d'Europa. Questi, compaciuti ma sospesi in uno stato di perenne tensione militare ed economica, non rivolgono le loro attenzioni alle colonie, considerandole come fonti d'introiti perfettamente in grado di auto-amministrarsi. Tuttavia, questa mossa si rivela errata: ben presto mercenari a corto di ingaggi, soldati rinselvatichiti, avanzi di galera, schiavi ribelli, pseudo-anarchici si accorgono delle grasse navi mercantili che solcano i sette mari. Esse sono bersagli estremamente interessanti, veri e propri bottini vaganti in attesa di essere depredati. Da lì alla costituzione di interi equipaggi dediti al brigantaggio il passo è breve. I pirati tra di loro si conoscono: collaborano costituendo basi operative dove regna una forma primordiale di democrazia e si alleano in confederazioni che danno vita ad alleanze proficue e rivalità leggendarie.

La capitana Laura si domanda come farà
a tener dietro alla contabilità di un equipaggio.

Siamo agli inizi dell'età dell'oro della pirateria.

Per quanto i pirati, in quanto fenomeno, diciamo così, "pop", si siano sviluppati nel Mar dei Caraibi, la nostra partita prende immediatamente una piega diversa. Edward Low, storicamente uno dei pirati più temibili ad aver solcato il mare, attacca una nave mercantile al largo di Bombay, scoprendola carica di beni particolarmente preziosi. Più a sud-ovest il "principe dei pirati", Samuel "Black Sam" Bellamy, cerca di emulare il successo di Low, dandosi alla caccia dei mercantili che frequentano la costa orientale dell'Africa, senza riuscire ad incontrarne nessuno. A forza di vagare per il mare, il tempo passa ed il suo equipaggio viene colpito dallo scorbuto. Comincia a diffondersi un certo malcontento e Bellamy, per evitare di veder crollare la propria popolarità, tenta di attaccare il porto di Zanzibar, perché ha sentito dire che da quelle parti vendono grandi quantità di agrumi (rimedio al suddetto morbo, causato da una carenza di acido ascorbico). Il suo attacco viene però respinto: la nave riceve diversi colpi e rischia seriamente di colare a picco. Ripara a Kilwa, porto situato sulla costa dell'odierna Tanzania e che il gioco sostiene essere di dominio portoghese. Qui egli si prende un po' di tempo per curare il proprio equipaggio e riflettere su come procedere.

Intanto Edward Teach, l'uomo che la storia ricorderà come Barbanera, inizia la sua attività al largo delle Bahamas. Se ne sta semplicemente bighellonando, in attesa di prede dalle parti di New Providence. Il fatto è che proprio questo luogo è bersaglio di una clamorosa tempesta che danneggia lo schooner di Teach. Preferendo riparare ai danni subiti prima di subirne altri, egli rientra nel porto di Nassau. Qui la sua ciurma, che in quella tempesta ha visto l'inferno, decide di festeggiare la propria sopravvivenza dandosi alla pazza gioia (il gioco parla di "debauchery and revelry": "dissolutezza e baldoria"). Per un bel po' Teach, da New Providence, non si schioderà.

I poco amichevoli governatori che gli stati europei
pongono a difesa della tratta degli schiavi.

L'attività pirata lungo la costa africana, nel mentre, comincia ad avere un impatto sul resto del globo. A Whydah, capitale del Regno omonimo (l'odierno Benin, un importantissimo centro della tratta degli schiavi), il governatore Beesten, favorevole alla conduzione di trattative coi pirati, viene processato e sostituito da un altro, che di cognome fa Hamilton. Tuttavia, immediatamente, con modalità che ricordano un colpo di stato, anche quest'ultimo viene fatto fuori e sostituito da Herrick, un altro governatore fermamente contrario alla pirateria. Sembra che si delinei un futuro non proprio roseo per i bucanieri della regione. Ciononostante, tanto per chiarire che dei governatori complici i pirati possono farne anche a meno, François l'Olonese avvia la sua attività proprio lungo la Costa d'Oro, il segmento di mare adiacente l'Africa Occidentale. Basito, Herrick mette in mare una nave da guerra con lo scopo ultimo di dargli la caccia, ma lui la affonda, per poi agguantare un mercantile al largo di Cormantine. Qui trova un ostaggio, un nobile olandese; attracca quindi a Cormantine, vende l'ostaggio e scambia i beni rubati con una ingente somma di denaro.

Al contrario, non se la passa bene Edward Low, che dopo il suo primo successo non riesce a riposare sugli allori. Scatta infatti un ammutinamento, guidato dal gallese Howell Davis. Quest'ultimo è un personaggio che sa farsi rispettare facendo parlare i risultati: dopo aver abbandonato Low sulla costa indiana egli, col suo equipaggio, fa vela verso quella araba, dove attacca un mercantile dalle parti di Mocha, per poi fare marcia indietro e tornare nuovamente verso Bombay.

Thomas Tew, pirata di origini apparentemente nobili, attivo nei Caraibi orientali, entra intanto in possesso di una mappa che indica la posizione di un tesoro sotterrato sull'Isola dei Pini, a sud di Cuba. Non è detto che questo tesoro esista davvero e che non sia già passato qualcuno a farlo fuori; malgrado tale incertezza egli decide di sfidare la sorte. Fa vela verso ovest, raggiunge "L'isola del tesoro" e assieme alla ciurma si mette a scavare. Sorpresa: il tesoro esiste davvero e per di più si traduce nella ragguardevole cifra di 1300 dobloni. È un guadagno sufficiente per ritirarsi dignitosamente dai giochi: Tew fa immediatamente rotta verso Port Royal, dove ottiene una lettera di marca inglese, scambia i dobloni dissotterrati con moneta corrente e si ritira a vita privata assieme al suo equipaggio, divenendo borghese. Non molto tempo dopo l'Inghilterra verrà a sapere di come si fanno le cose a Port Royal e di conseguenza farà sostituire il governatore locale con uno più duro nei confronti dei bucanieri.

Viene a sapere del pensionamento di Tew anche François l'Olonese, ancora attivo lungo la Costa d'Oro. La pensione non è un'idea così terribile, si trova a constatare. Supera quindi l'Atlantico, attracca a Port O'Spain, la cui amministrazione è notoriamente ancora ben disposta a trattare coi pirati, corrompe il governatore locale e va in pensione, lucrando sulla propria notorietà oltre che sulla rendita della propria attività piratesca.

Davis va in pensione a Mocha.

Sembra che solo i pirati della Laura stiano combinando qualcosa. Ciò va avanti ancora per poco: Howell Davis, dopo qualche anno di intensa attività nell'Oceano Indiano, decide che anche lui ha messo da parte abbastanza soldi per pensare di ritirarsi. Sceglie di farlo, in controtendenza, in un paese arabo: attracca nella città di Mocha, il porto più importante dell'area del Mar Rosso, nonché maggiore mercato del caffè a livello mondiale. Si fa amico il governatore locale, vende tutto, e abbandona la vita pirata facendo parlare di sé in tutto il mondo per l'enorme ricchezza accumulata per mezzo della pirateria. Parliamo di una cifra considerevole, ben superiore alla pensioncina di Tew e a quella dell'Olonese messe assieme.

Questo motiva altri poco di buono a darsi alla pirateria: prende il mare Raveneau de Lussan, che decide finalmente di inaugurare la pirateria caraibica che conosciamo tutti; tra le altre cose attacca un mercantile spagnolo davanti a Cartagena e mette immediatamente da parte un po' di quattrini. Questo accende le gelosie del suo equipaggio, da cui emerge un certo Walter Kennedy, che lo sfida a duello per tentare di togliergli il controllo della nave. De Lussan vince il duello e butta Kennedy in pasto ai pescecani, per poi raggiungere Port O' Spain, dove già si era ritirato l'Olonese e corrompere il governatore locale imitando il suo predecessore. Infine decide di andare in pensione, con una cifra poco inferiore a quella di Davis.

Barbanera fa vela verso Bermuda.

Edward Teach intanto invecchia e diventa sempre più incazzato - e stavolta sono gli storici veri, non noi, ad ipotizzare che la colpa sia della sifilide. Teach comincia a farsi chiamare Barbanera e ad accendere micce di dinamite nella sua barba per spaventare i nemici.  Veleggia verso nord, lungo la costa americana. Depredato un battello inglese, un brigantino su cui fa installare dei cannoni d'avanguardia acquistati nelle Bahamas, si reca a Bermuda, dove incontra un altro capitano in cerca di sfide: Edward England (si chiamano tutti Edward, in questo gioco). I due decidono di avviare un'alleanza con uno scopo ben preciso: terrorizzare la costa della Nuova Inghilterra. Programmano di iniziare le attività immediatamente, ma non ci riescono, perché la nuvola fantozziana di Barbanera, che l'ha inseguito fin dai Caraibi, si abbatte ora su Bermuda, obbligandoli a rimandare di settimane la loro partenza.

Non si ferma però l'attività pirata lungo le coste africane: Bartholomew Roberts inizia la sua attività lungo la Costa d'Oro, già depredata dall'Olonese in passato. Egli si fa subito amare: per dargli il benvenuto a Cape Coast e Cape Lopez, porto inglese il primo e portoghese il secondo, vengono insediati nuovi governatori avversi ai pirati. Dopo aver ottenuto qualche piccolo successo si sposta verso l'Oceano Indiano.

Proprio lì Samuel Bellamy, dopo qualche anno di silenzio, decide che è il momento di dare una seconda chance alla pirateria. Esce dal porto di Kilwa con un equipaggio vecchio ed una barcaiola che ancora porta i segni delle cannonate ricevute a Zanzibar qualche anno prima. Appena lasciato l'insediamento portoghese, tuttavia, incontra una piccola nave da guerra araba, che riesce ad affondare, ma che danneggia ulteriormente la sua nave. Attacca quindi un mercante vicino alla costa araba ma viene intercettato da una nuova nave da guerra decisamente meglio armata della prima, che stavolta riesce a dargli il colpo di grazia. Bellamy entra dunque nei libri di storia in posizione orizzontale e per mezzo unicamente di una piccola notorietà ottenuta a causa delle sue disgrazie.

Barbanera e England alla fine della partita.

A un oceano di distanza, Barbanera ed England sono ben intenzionati ad offrire una sfida di tutt'altra risma. Escono finalmente dal porto delle Bermuda dopo settimane di finimondo e danno la caccia ad un mercantile che si dice girare dalle parti di New York. Non lo trovano; in compenso trovano ancora la nuvola fantozziana, che fa scappare tutti i mercanti della zona. La verità è che i due speravano di trovare il mercantile così da avere un ostaggio che potesse dar loro qualche dritta su come attaccare New York. Pur senza tali dritte decidono di mettere da parte gli indugi e attaccare prima Philadelphia e poi Boston, ricche quanto New York ma meno difese. Raccolgono parecchi averi e raggiungono un'estrema notorietà. Vengono fermati da una forte resistenza sulle coste della Virginia - il che è interessante, perché è proprio da quelle parti che il governatore della Virginia (Robert Maynard) mise storicamente fine alla carriera di Barbanera. Fatto sta che Teach e England non si danno per vinti e proseguono verso sud, attaccando Havana.

Barbanera e England barricati a Cuba,
con le stive piene e il fegato marcio.

Qui la loro fortuna termina: l'attacco riesce, ma sulle teste di Barbanera e di England pendono due taglie che ormai pesano come macigni. È certo che se dovessero trovarsi in mare da soli verrebbero raggiunti e attaccati dai temibili Commissari del Re, cacciatori di taglie incaricati dalla Corona stessa di inseguire e uccidere i pirati più indesiderabili. Insieme sono inarrestabili e saprebbero difendersi; England decide però che è giunto il momento di festeggiare i recenti successi. Prima ancora di aver lasciato l'Havana egli e i suoi uomini si sbronzano come delle spugne. Barbanera s'incazza e interrompe l'alleanza, senza tuttavia trovare il coraggio di prendere il mare da solo per i motivi di cui sopra, oltre al fatto che la sua nave, seppur armata di tutto punto, comincia ad accusare i segni delle recenti scorribande. I due rimarranno barricati ad Havana nell'attesa che l'equipaggio di England si riprenda, così da poter procedere assieme verso un porto pirata, dove rimettere in sesto le navi e scambiare i bottini aspettando un'amnistia generale di cui si mormora da tempo.

Bartholomew Roberts at the end of the game.

Difatti, è noto a tutti che l'unico modo per distruggere la pirateria sarebbe, per il governo inglese, quello di mettere i pirati gli uni contro gli altri tramite un perdono generale, una promessa di impunità ad ogni pirata che si consegni alla giustizia. Il fatto è che questo perdono, nonostante sia sulla bocca di tutti, tarda ad arrivare. Quindi Barbanera e England rimangono forzatamente parcheggiati a Cuba, in attesa di giorni migliori.

La notizia delle loro avventure ha enormemente ridimensionato la notorietà di Bartholomew Roberts, al punto tale che, nonostante egli stia ottenendo parecchi successi lungo la costa araba (là dove Bellamy aveva fallito), non viene messo al suo inseguimento nessun Commissario del Re. Roberts riesce, tra l'altro, ad affondare proprio la nave da guerra che aveva fatto colare a picco Bellamy, avvenimento che gli fa guadagnare ulteriore notorietà. Si barrica in un base pirata in Madagascar, dove scambia il bottino ottenuto in attesa, anche lui, di un perdono generale che però non arriverà mai.

L'età dell'oro della pirateria si conclude così, morendo lentamente e senza grande clamore, esattamente come era iniziata. Nè Teach, né England né Roberts riescono a mettere a frutto l'enorme bottino accumulato nel corso degli anni, limitandosi a vivere della rendita derivante dalla propria notorietà, ormai troppo vecchi e ricercati per poter prendere nuovamente il mare.

Alla conclusione di questo testa a testa in cui ci hanno accompagnati i libri di storia, i pirati della Laura hanno 106 punti, quelli di Alex 97.

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Il perdono che non arriva mai.

Barbanera attende la grazia a Cuba. A vuoto.



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