Nightfighter. Una vampata nei cieli inglesi


Inglese (giocatore): Laura Beltrami
Tedesco (arbitro): Alex Isabelle

East Sussex. Tardo settembre, 1940. Notte

Un caccia solitario, un Hurricane Mk 1, pattuglia i cieli dell'Inghilterra meridionale.

La Battaglia d'Inghilterra è ormai conclusa: la lotta per la supremazia aerea nei cieli inglesi ha portato ad una netta vittoria della RAF. Già da diversi giorni i raid tedeschi in rotta verso Londra sono scesi di numero e intensità e l'aeronautica dell'Asse sta venendo rediretta ad altri utilizzi.

Eppure non è ancora il caso di abbassare la guardia. Un blitz tedesco potrebbe colpire in ogni momento, teoricamente anche di notte. E quindi ecco che intere squadre di Hurricane, aerei progettati per uso diurno, talmente privi di strumentazione per la caccia notturna da essere pressoché inservibili a questo scopo, vengono spediti in lunghe e desolanti esplorazioni dei cieli inglesi.

Una prospettiva a caso.

Sparpagliate su un ampio territorio, queste squadre viaggiano senza radar, senza guida da terra, in cieli illuminati esclusivamente dalla luce lunare, tentando di scorgere ad occhio nudo eventuali velivoli nemici di passaggio.

È una scomoda missione di routine, pericolosa più per il rischio di incidenti che per l'effettiva eventualità di incontrare aerei nemici. D'un tratto, però, il pilota dell'Hurricane ode qualcosa. Una vibrazione diversa, più potente di quella del suo pur rumoroso motore. Si guarda attorno. I minuti passano, i chilometri anche.

Il cielo non è terso, quella notte. Al contrario, un mare di basse nuvole si estende sotto le ali dell'Hurricane. Illuminate dalla potenza della luce lunare essere sono un sudario che brilla di luce propria, su cui è possibile leggere le sagome degli ipotetici velivoli nemici. L'unica speranza, per un pilota notturno senza strumentazione specifica, è di individuare i contorni dei suoi nemici su quel velo bianco e luminoso.

L'Hurricane si porta alle spalle dell'Heinkel
e fa il suo lavoro.

Il pilota si guarda attorno, guidato dall'istinto. E d'un tratto ecco un movimento. Non è solo. Un altro aereo solca i cieli. A neanche un miglio da lui un bimotore, un Heinkel He111H di evidente fabbricazione tedesca, sta viaggiando verso nord. E anche se il pilota inglese non lo sa, neanche quell'Heinkel è da solo. Decine di altri aerei dello stesso tipo viaggiano in una fila lunga ma ordinata, in direzione di Londra. Sta avendo inizio un attacco alla capitale inglese.

L'Hurricane si lancia dietro l'aereo tedesco. Nonostante la potenza di gran lunga superiore dei suoi motori il bombardiere è pesante, ed è quindi molto più lento del caccia, che compie una manovra per modificare la propria rotta, allinearla a quella del bombardiere e posizionarsi proprio dietro di esso. Compiendo questa curva il pilota quasi perde di vista l'Heinkel. Egli stima la velocità dell'aereo tedesco, segue la sua direzione ipotetica, e, grazie ad un po' di fortuna, lo ritrova oltre un cumulo di nuvole. A bordo sembra che nessuno si sia accorto della sua presenza. Allinea la sua posizione alla perfezione. Poi fa fuoco.

Periferia di Londra. Un'ora più tardi

Una miriade di fasci luminosi taglia il cielo. Non vi sono nuvole, qui, a riflettere la luce della luna piena. La visibilità, complice un maggior grado di umidità, è più ridotta che nel Sud. La caccia notturna sarebbe completamente impossibile se non fosse per i riflettori che, da terra, illuminano la notte stellata alla ricerca di bombardieri nemici.

I riflettori individuano un aereo di passaggio.

Varie squadre di Hurricane sono state sparpagliate nei cieli della capitale, nel tentativo di individuare e abbattere quanti più bombardieri possibile. Poco si conosce delle forze tedesche. Si sa però che, in seguito all'abbattimento di qualche loro aereo nei cieli dell'East Sussex, i loro operatori si sono dati una svegliata. Gli He111H, per quanto non particolarmente potenti, sono in grado di difendersi e di compiere manovre evasive che saprebbero mettere in difficoltà la RAF.

Un pilota inglese, all'improvviso, vede una certa agitazione nei riflettori di uno dei settori più periferici.
È chiaro che gli operatori a terra devono aver visto qualcosa. Immediatamente si dirige in quella direzione, e comincia a sorvolare il settore, cercando al contempo di individuare ad occhio nudo un bombardiere nemico. Non scorge nulla, ma d'un tratto, alle sue spalle, uno dei fari riesce ad intravedere uno degli Heinkel. È sicuramente il primo di una lunga serie. Mentre altri Hurricane accorrono in quella direzione il pilota decide di prendere l'iniziativa e di concentrarsi su questo primo aggressore.

Si allontana, compiendo una manovra per girare il proprio velivolo ed allinearsi a quello tedesco. Nel farlo perde di vista il nemico, e lo stesso accade ai riflettori: nel momento in cui l'He111H raggiunge i limiti del settore il riflettore che lo stava puntando non riesce a coordinarsi con un altro che gli dia il cambio e così, per circa un minuto, il bombardiere tedesco scompare dal campo visivo inglese. Sono interminabili attimi ansiogeni, passati i quali i riflettori ritrovano l'aereo nemico, permettendo all'Hurricane di gettarsi dietro di lui.

Questo non fa neanche in tempo a sparare che il bombardiere, immediatamente, reagisce. Una delle mitragliatrici posteriori spara verso l'Hurricane, senza colpirlo, dopo di che l'aereo tedesco compie una manovra evasiva, planando velocemente verso sinistra. Il riflettore, ancora una volta, non riesce a seguirlo, mentre il pilota inglese crede che si tratti di una finta e continua a viaggiare senza modificare la propria rotta, perdendolo subito di vista nel buio della notte.

Il secondo colpo va a segno.

Due chilometri più tardi, mentre i fari faticano a rintracciare l'areo perduto, mentre i riflettori dei settori più periferici tornano ad animarsi (segno che un secondo bombardiere è in arrivo alle sue spalle) l'Hurricane decide di puntare tutto sulla fortuna. Si lancia verso sinistra, sperando di ritrovare il bombardiere cercandolo ad occhio nudo... e così accade. Stavolta è lui a sparargli. Lo colpisce, danneggiandolo leggermente, mentre il tedesco compie una seconda manovra evasiva, planando ora verso destra.

Ma ormai l'inglese ha capito la logica. Anche senza l'aiuto dei riflettori, che intanto individuano anche un terzo bombardiere in arrivo dieci miglia più a est, egli segue il movimento del bombardiere nemico. Quest'ultimo spara alla cieca, andando molto vicino a colpire il caccia inglese. Dopo di che, proprio allorché il bombardiere viene finalmente ri-illuminato dai riflettori a terra, l'Hurricane spara e lo copisce ancora. L'Heinkel comincia a perdere quota.

L'inseguimento finale.

Ormai il centro di Londra è alle porte. Se proseguirà nel suo inseguimento l'Hurricane finirà fuori dall'area operativa. Potrebbe lasciare questo bombardiere ad altri suoi colleghi e concentrarsi sugli altri aerei che incedono alle sue spalle. Il pilota valuta attentamente la sua mossa. Al comando certe iniziative non piacciono, ma l'occasione è ghiotta. Decide di tentare il tutto per tutto.

Mentre il mitragliere tedesco spara all'impazzata verso di lui, pur non riuscendo a mandare a segno un colpo, il pilota della RAF stabilizza il suo velivolo e prende la mira. Poi spara. Un solo colpo, preciso.

L'He111H esplode in una vampata sfolgorante.

L'Hurricane evita i detriti, proseguendo dritto, oltre i limiti dell'area operativa. Il pilota, accecato dall'esplosione, incapace di scorgere altro al di fuori della sua strumentazione e dei fasci di luce che solcano il cielo, opta per non correggere la propria traiettoria.

Scenario 1, "Occhi di gatto": vittoria del giocatore
Scenario 1A, "Il blitz di Londra": vittoria del giocatore

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